INDIA Mumbai(ex Bombay)
Il 26 novembre 2008 alle 22:30(ore locali) circa 20 terroristi arrivati via mare assaltano la stazione lanciando granate e sparando sulla folla:una strage. Continuano poi con diverse sparatorie in città e un autobomba, fino ad occupare 2 hotel di lusso(simboli economici) e a prendere molti ostaggi. I terroristi in particolare cercavano persone con passaporto britannico o statunitense.Il 29 novembre, mattina, a circa 60 ore dall'inizio degli attentati, il blitz al Taj segna la fine delle operazioni. Gli ultimi tre terroristi asserragliati vengono uccisi, l'hotel è libero. Almeno 195 persone hanno perso la vita negli attacchi, e più di 300 hanno riportato ferite.
Anche se questo episodio è stato definito l’ “11 settembre indiano”(quello degli USA nasconde ancora molti lati oscuri),non bisogna dimenticare che l’India(a differenza degli usa) è oggetto di una frequente attenzione dei terroristi fin dal 1993. Infatti è il primo paese al Mondo non in guerra con ha più attentati e vittime causati dal terrorismo.
Da sottolineare che stavolta i terroristi erano molto più organizzati, e non si sono limitati alle solite bombe: scelgono le tattiche della “guerrilla urbana” e si accaniscono su stranieri. E inoltre spuntano proprio mentre il principale sostenitore della “lotta al terrore” sta facendo le valigie per andare via dalla casa bianca.
CHI C’è DIETRO GLI ATTENTATI? Ci sono 2 piste:quella pachistana e quella dei Mujuahidden Indiani
Gli attentati vengono rivendicati inizialmente da
un gruppo islamista poco conosciuto, i Mujahideen del Deccan, tramite un messaggio di posta elettronica spedito alla stampa. Quelli dell’intelligence indiana invece vedono la mano di Alquaeda dietro i circa 20 terroristi. Secondo loro si sono mossi per la ripresa dei negoziati tra India e Pakistan per una soluzione del conflitto in Kashmir. La loro tesi è avvalorata da alcuni indizi come un terrorista pachistano che si è proclamato appartenente al gruppo Lashkar-e-Toiba (che ha smentito ogni coinvolgimento nell’attacco)alleato ad Alquaeda.
Gli esperti internazionali invece battono la pista dei “guerrieri della Jihad” indiani.Infatti ci sono stati molti scontri con i mussulmani indiani.
“Gli indiani hanno tutto l’interesse ad accusare il Pakistan e Al Qaeda, ha presentare questi attacchi come l’11 settembre indiano, ma questa in realtà è una faccenda tutta INTERNA ”, ha dichiarato Chrtistine Fair, nota studiosa di terrorismo sud-asiatico. “Gli attacchi a Mumbai non hanno nulla delle tipiche azioni del Lashkar-e-Toiba o di Al Qaeda, basate sugli attacchi suicidi, non sulla presa di ostaggi e su attacchi con fucili e bombe a mano”.
Il messaggio dei Mujahideen del Deccan (indiani) afferma la volontà di vendicare le crescenti persecuzioni contro i musulmani indiani e poi minaccia l’antiterrorismo(il cui comandante è morto durante gli attentati). Infatti nei mesi scorsi nelle periferie di Mumbai ci sono stati delle azioni violente da parte della polizia.
Christine Fair aggiunge: “I musulmani indiani si sono radicalizzati dopo i tragici eventi del 2002 in Gujarat. Il governo indiano rifiuta di riconoscere questa realtà, ma è così”.
Intanto il governo indiano a chiesto a quello pakistano di estradare 20 persone accusate di terrorismo. Il pakistan ha rifiutato e si è detto disposto a fare indagini congiunte per fare luce sugli eventi.
Si è creata una certa tensione non solo tra India e Pakistan, ma anche all’interno dell’India con i mussulmani che temono rappresaglie.
Come se non bastasse ad infuocare le polemiche e ad offuscare la vicenda
la notizia che un mese prima delle stragi di Mumbai l'intelligence statunitense aveva avvertito New Delhi di un possibile attacco "dal mare contro alberghi e centri economici della citta'". Fonti di intelligence Usa addirittura fornivano alcuni potenziali obiettivi, tra cui l'hotel Taj Mahal. Secondo la Cnn, fonti indiane hanno confermato di aver ricevuto l'allarme da Washington, avvalorato anche dall'intercettazione di una telefonata, il 18 novembre, in cui il leader del gruppo terroristico pachistano Lashkar-e-Taiba rivelava il progetto di un attacco via mare.
ITALIA Milano
2 operai egiziani, da anni residenti in Italia con famiglia sono stati arrestati dalla sezione antiterrorismo della digos di Milano. Avevano intezione di colpire obiettivi come la questura e il duomo con missione kamikaze. I due però NON avevano nessun contatto con esponenti di Alquaeda, ma ne condividevano la politica violenta e i metodi di martirio…In pratica il loro era un terrorismo fai da te. Oltre a intercettazioni ambientali nella loro associazione Onlus, anche quelle telematiche hanno fatto emergere che si informavano da internet su come costruire ordigni e propagandare le idee di Alquaeda.
I due insieme ad altri presunti aspiranti terroristi si riunivano a Macherio nella sede di un’associazione Onlus chiamata “Pace Onlus”.
USA
Una commissione chiede al futuro governo Obama di aumentare controlli su tutti quei materiali,conservati nei laboratori(come la febbre del 1918), in modo da limitare il rischio di attentati batteriologici. A spaventare non sono gruppi esterni agli USA, ma soprattutto le persone a contatto con questi materiali e agenti patogeni, che sono oramai troppo facilmente reperibili. Quindi non si vogliono fare allarmismi ma prevenire.E’ stato anche segnalato che molti gruppi terroristici sono sempre più in cerca di armi nucleari.
DUE AGGIORNAMENTI SUI FATTI DI MUMBAI(vi segnalo due articoli)
nel primo articolo si parla dell'arresto di un PRESUNTO ideatore degli attentati. Obama invita a risolvere diplomaticamente la questione, accennando anche all'afghanistan.
http://www.agenziami.it/articolo/2011/Pakistan+Arrestato+presunto+organizzatore+della+strage+di+Mumbai/
nel secondo il presidente pakistano Asif Ali Zardari si dichiara aperto ad un processo di pace con l'India e disponibile a combattere il terrorismo insieme all'India
http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795871&canale=ORA&articolo=INDIA:%20ZARDARI,%20ANCHE%20IL%20PAKISTAN%20VITTIMA%20DELLA%20STRAGE%20DI%20MUMBAI
mercoledì 3 dicembre 2008
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