mercoledì 10 dicembre 2008

DDL AmmazzaBlog: anche il centrosinistra teme la rete....

Nell'ottobre 2007 il consiglio dei ministri approva il ddl Levi-Prodi che verrà scoperto da un giurista, sucitando sdegno dai "naviganti" nostrani e dal Times che prende per il culo l'Italia e la sua gerontocrazia della politica.
Cade Prodi. Nonostante questo un anno dopo, un altro giurista si accorge che quel documento gira ancora a Montecitorio. Iniziano tantissime proteste on line(da facebook a beppegrillo).

L'ammazzablog equipara un blog ad un prodotto editoriale, obbligandolo a registrarsi al ROC(registro operatori di comunicazione) e quindi rendendo passibile gli autori di reati a mezzo stampa. Esclusi dall'obbligo i prodotti che non sono frutto di un'organizzazione imprenditoriale. Ma basta un banner(anche di google adsense) per essere obbligati a iscriversi.

Il problema si potrà tranquillamente risolvere registrando il propio sito non in Italia(magari con ".com").

Intanto dalla casta dei politici uno dei pochi che parla a riguardo è Di Pietro, che parla di disobbedienza civile per contrastare una legge che mina il diritto alla libertà di parola: "I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile".

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