mercoledì 24 dicembre 2008

Cosa dovrebbero mostrare a Natale(festa del consumismo) in tv.

LA STORIA DELLE "COSE" e L'ECONOMIA: i video che non vedrete mai in tv.

Arriva natale e incrementiamo il nostro stile di vita consumista NONOSTANTE LA CRISI. Ma questo stile di vita che conseguenze ha sull'uomo? L'uomo è davvero contento di come sta violentando la Terra e i suoi simili?

I mass-media coprono o fanno finta di non vedere quello che c'è dietro il CONSUMISMO! E quest'ultimo non è nato dal nulla, ma creato dall'uomo stesso!

Per capire meglio come funziona il sistema in cui viviamo Annie Leonard (esperta internazionale di sostenibilità e sviluppo) ha realizzato un piccolo documentario "LA STORIA DELLE COSE": i meccanismi che si celano dietro i prodotti dell'industria e il mondo della produzione in modo semplice ed esauriente, oltre che simpatico.

Ecco il link doppiato in italiano e diviso in tre picole parti
http://www.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU
http://www.youtube.com/watch?v=fRrpNgIG0jA
http://www.youtube.com/watch?v=WwAgiNbcsIg


Basta far credere che l'ECONOMIA sia noiosa e inutile: cominciamo a studiarla e a parlarne per capire come si ripercuote fisicamente nella nostra vita.
In telivisione si parla di politica come di economia, come se fossero cose troppo distanti da noi comuni mortali...Acculturarci è un modo per non farci prendere in giro dai "paroloni" e dal "politichese". E non spaventiamoci subito se si parla di "signoraggio bancario" e cose simili, ma capiamo prima di cosa tratta e cosa c'entra con la nostra vita. Per questo vi segnalo il documentario ZEITJEIST ADDENDUM(sequel di ZEITJEIST) in lingua inglese e sottitolato in varie lingue

LINK del sito ufficiale http://www.zeitgeistmovie.com/ (oppure vai su youtube o googlevideo e scrivi il titolo.)

Come funziona "FISICAMENTE" l'economia? Che fanno le banche? A questi e ad altri interrogativi vi potrà rispondere questo video in maniera abbastanza comprensibile, anche con degli esempi e delle metafore creativi.


Per chi rigetta questi temi, spero che questi video vi facciano appassionare a certi argomenti, e sicuramente vi avranno chiarito le idee su come tanti "paroloni" in realtà condizionano PESANTEMENTE la nostra vita. Infatti se "oggi" ne parliamo, magari "domani" possiamo concepire qualcosa di nuovo, un nuovo sistema: uno sviluppo sostenibile.

mercoledì 17 dicembre 2008

CORSI E RICORSI STORICI

…40 ANNI FA SCOPPIAVA IL ’68
Nel 1923 veniva varata in Italia la riforma gentile della scuola; nasceva così una scuola di elite, una scuola che teneva conto del censo più che delle capacità effettive dei discenti, una scuola di classe insomma.
Poter ricevere un’istruzione adeguata, o quantomeno dignitosa era un privilegio non indifferente a quell’epoca; poter assicurare alla propria prole un’istruzione dignitosa invece era un sacrificio enorme e spesso addirittura impossibile.
Basti pensare alla paga mensile media intorno al 1930; un contadino arrivava a 90 lire,un operaio a 200,un impiegato a 270, un ragioniere impiegato a 350, un dirigente dalle 900 alle 1000 lire.
Diplomarsi al liceo classico costava 3700 lire; allo scientifico 4120 lire; alla scuola di avviamento al lavoro 50 lire; all’istituto magistrale dalle 1610 lire alle 2400 lire; diplomarsi geometri o ragionieri costava 2136 lire.
Risulta evidente che l’istruzione era più un lusso che un diritto; ma del resto per uno stato totalitario, dove la propaganda e la megalomania offusca le menti, è decisamente meglio avere un popolo ignorante che subisce piuttosto che persone con una precisa autocoscienza!
I difficili anni della guerra e del fascismo, poi i duri anni del dopoguerra, le difficoltà di un intero paese nel rialzarsi, riprendere in pugno la propria vita,la propria dignità lasciavano ampio spazio ad un disagio notevole che presto sarebbe arrivato a maturazione, fino ad esplodere nel movimento dei sessantottini.
Il ’68 non era semplicemente la protesta di giovani universitari che si opponevano ad una società obsoleta e ipocrita; il ’68 non era solo una ribellione filiale al bigottismo e autoritarismo paterno; il ’68 nasceva soprattutto da un’analisi spietata della società, da un dissenso verso uno Stato che restava ancora classista,nonostante la fine del totalitarismo fascista, nonostante le prime forme di ripresa economica; un dissenso rivolto ad una mentalità tutta borghese, inficiata dalla superbia, dal perbenismo e dall’altezzosità di una società che nonostante tutto restava di facciata.
Non era solo il sistema scolastico, restato immutato dai tempi di Gentile, ad essere contestato, ma tutto il sistema capitalista con i suoi effetti distorsivi sulla società, le sue ambiguità, la sua fragilità. Il cambiamento doveva essere radicale, definitivo, e soprattutto ad ampio raggio.
In Italia come in molte altre nazioni studenti e operai si ritrovarono a far fronte comune nel combattere fenomeni come il taylorismo, il classismo, ecc. Le occupazioni, gli scioperi, i sabotaggi aumentarono in maniera quasi esponenziale, e alla fine qualcosa cambiò per davvero.
Molti si sono ostinati a scrivere che l’Italia dopo il ’68 non è stata più la stessa, eppure, sono passati esattamente 40 anni da quella fatidica scintilla e tutto sembra essere tornato al 1923, quando in Italia si gettavano le basi per un’era tanto da parata quanto dannosa. Negli ultimi anni l’Italia è stata assassinata dai giornali, dalle errate politiche economiche e sociali, dagli uomini al potere e quelli di mafia.
Oggi assistiamo al fallimento dell’istituzione statale, al fallimento della società civile che non è in grado di cambiare,maturare, ed infine migliorare. L’Italia è oggi un paese di precari, di uomini dai diritti negati; l’Italia è un paese che a molti non piace perché non garantisce dignità, lavoro sicuro, istruzione, e parità di diritti. Ma l’Italia resta pur sempre il magnifico paese che può e deve cambiare; la splendida fenice che sa risorgere dalle ceneri; la terra benevola martoriata dalla politica, dalle mafie, da un’industrializzazione selvaggia e spietata, da uno sviluppo che dirsi tale non può.

giovedì 11 dicembre 2008

Mobilitazione legge 133: perchè continuiamo ad essere così pochi?

Sono uno studente della facoltà di scienze di Benevento. Non scrivo per fare contro informazione, più che altro mi piacerebbe condividere delle riflessioni sulla mancata mobilitazione di troppe persone, nello specifico contro la riforma Gelmini, più in generale contro altri provvedimenti impopolari dei vari governi che le riguardano direttamente (vedi precariato, pensioni ecc..). Mi scuso fin da ora se il mio discorso parte un po’ da lontano, ma lo ritengo necessario.
Da un po’ di tempo sono convinto che quello che succede ai giorni nostri alla gran parte (ahimè) degli adolescenti che si trovano a doversi munire di una coscienza politica, non sia molto diverso da quanto accade ai bambini che scelgono per quale squadra tifare. Credo che i meccanismi della scelta siano caratterizzati più o meno dallo stesso grado di leggerezza e casualità; a 15 – 16 anni può affascinare di più Che Guevara, falce e martello e bandiere rosse rispetto a Mussolini, croci celtiche e faccette nere, con buona pace delle ideologie; oppure ancora più semplicemente può capitare di prendersi una cotta per una persona che partecipa a tutti i cortei studenteschi, o magari la persona in questione non li frequenta affatto e li ritiene stupidi e quindi è meglio frequentare il bar di tendenza per avere una chance e fregarsene di tutto il resto. Fin qui niente di nuovo, l’approccio deve essere sempre stato quello; il problema è che gli ultimi 20 anni di televisione hanno portato una devastazione culturale terrificante nel nostro paese, come un po’ in tutto l’occidente. E’ evidente che viviamo in una società in cui le apparenze contano più di ogni altra cosa e l’impressione è che gli adolescenti piuttosto che sposare un’ ideologia politica (quale che sia), si affidino a correnti di costume più che di pensiero; dei pacchetti all-inclusive completi di abbigliamento tipico, lessico caratteristico, modo di porsi, musica esclusiva, e tanti altri piccoli optional; infine qualche sprazzo di idee per sentito dire e tanti saluti a filosofi barbuti e statisti pelati che si rivoltano nella tomba. Quelli che si astengono da questo gioco delle parti, stanno bene attenti a non pensare per non farsi una posizione su niente, in quanto ogni opinione sarebbe riconducibile ad uno dei pacchetti ai quali si è scelto di non aderire, per pigrizia, mancanza di stimoli o semplicemente per volontà di prendere le distanze da tutti gli optional di cui sopra, ai quali si verrebbe inevitabilmente accostati. La cosa veramente grave di tutto questo è che la capacità di analisi e di critica dei ragazzi va a farsi benedire. A questa condizione purtroppo, il fatto di diventare adulti raramente pone rimedio; certo magari si riducono gli optional, ma resta la struttura di base fatta di NIENTE su cui si è costruita la propria presunta coscienza politica. A quel punto si diventa carne da macello per le televisioni e siamo pronti a berci per tutta la vita la favoletta della destra e della sinistra che si fanno la guerra. Noi nati dopo il 1980 (gli attuali laureandi, specializzandi, giovani precari e via dicendo) rappresentiamo la prima vera generazione di figli della televisione, vera e propria arma di distruzione di massa moderna, e la scarsa mobilitazione degli universitari, soprattutto in città piccole come Benevento, ne è la prova; immaginate cosa sarebbe successo se la legge 133 fosse stata proposta 30-40 anni fa alla generazione dei nostri genitori. Insomma, i media ci buttano fumo negli occhi, facendoci credere da anni che tutti i nostri problemi sono legati semplicemente a questo o quel governo, a questo o quel ministro, a quella destra o a quella sinistra e soprattutto hanno il potere di metterci gli uni contro gli altri; a milioni sulla stessa bagnarola fatiscente in mezzo al mare in tempesta ci azzuffiamo in continuazione, chi sta a prua chiama terrone chi sta a poppa o peggio ancora ci confiniamo e ci dividiamo in schieramenti politici che non esistono, o quantomeno non esistono più. Tutto questo mentre a pochi metri c’è una gigantesca nave da crociera con poche centinaia di persone che nella sostanza se ne sbattono altamente delle ideologie politiche e si fanno il loro viaggio faraonico pagato da noi e se ne fregano della bagnarola, anzi, se dovesse essere necessario ci verrebbero anche addosso. Paradossalmente, in questo scenario, chi prova a sensibilizzare e coinvolgere, sbatte il muso contro il muro del non-pensiero e delle etichette; basta fare semplice contro informazione per essere bollati come comunisti e non ci sarebbe niente di male, se questo non fosse visto come un marchio da lebbrosi dalla maggior parte delle persone potenzialmente coinvolgibili nelle proteste; chi distribuisce volantini di denuncia ai passanti è considerato spesso alla stregua del tossico che chiede l’elemosina. Ormai è impossibile convincere chi guarda dall’esterno che chi manifesta lo fa semplicemente perché non ritiene giusto il vergognoso stupro dei nostri diritti; come è impossibile convincerli che la cosa riguardi anche loro, il lavaggio del cervello è troppo più forte e subentra il lineare e comodo ragionamento:
manifesti? --> sei comunista (è evidente e poi si vede da come sei vestito) --> io non lo sono (perché non è divertente e per tutte le cose che ho sentito dire su quelli come te) --> partendo dall’assioma che hai torto a prescindere (in quanto comunista), trovo le giustificazioni più disparate a tutti i soprusi che tu contesti (cose del tipo ”…voi quando eravate al governo cosa avete fatto?”…MA VOI CHI???) --> sto a posto con la coscienza --> la mia meravigliosa esistenza continua indisturbata, perché tanto prima o poi qualcuno che mi raccomanda per lavorare salterà fuori…
Questa diffidenza, naturalmente, è alimentata dai media e da chi li comanda, i quali hanno solo da guadagnare dalla criminalizzazione e dalla strumentalizzazione del libero pensiero e dipingono i movimenti di protesta, nel migliore dei casi (studenti), come colorati e allegri fenomeni folkloristici di nullafacenti. Alla luce di tutto questo (e mi rivolgo a chi già si batte e cerca di coinvolgere), credo sia inutile continuare a sventolare con testardaggine quella “bandiera rossa” che doveva trionfarla; bisogna prendere atto che la bandiera rossa è stata attaccata e continua ad essere troppo attaccabile da un potere (mediatico) contro il quale non si hanno i mezzi per vincere. Credo sia necessario invece fare un passo indietro (o in avanti?) e svestirsi di tutti i simboli, le bandiere ed i colori etichettabili e strumentalizzabili e ribadire con forza l’obiettività analitica delle proprie idee e l’estraneità alla trappola del gioco delle parti organizzato da chi comanda. Senza cambiare la sostanza delle proprie idee, bisognerebbe sapersi adattare al nuovo livello dello scontro; uno scontro che raramente si consuma nelle piazze, perché quando si arriva nelle piazze si è già perso; siamo sconfitti precedentemente da un esercito di tronisti, veline, isole famose, grandi fratelli, studi aperti, guide ai campionati, bruni Vespa, emilii Fede ecc.ecc.ecc.ecc.
Conosco molte persone che razionalmente condividono molte mie posizioni su diverse situazioni italiane e mondiali, ma quando si arriva all’atto pratico, scatta qualcosa nella loro testa che gli impedisce di mobilitarsi, perché farlo significa inconsciamente per loro dover necessariamente passare sotto quella bandiera rossa che per tutta la vita gli è stata dipinta come niente di buono. Allora, non possiamo arrenderci davanti a queste convinzioni delle persone che andiamo a sensibilizzare, perché se nella sostanza in tantissimi sono d’accordo, forse è il caso di fare almeno un tentativo di cambiare la forma, andandoci a porre come donne e uomini liberi senza colori politici, che sono spinti soltanto dalla razionale analisi dello stato dei fatti; tanto della forma a noi cosa importa?

mercoledì 10 dicembre 2008

Siamo quello che mangiamo

Secondo me c'è da fare allarmismi. Ma non tanto per il caso della carne suina alla diossina proveniente dall'Irlanda. Infatti non è che una fetta di carne(tra l'altro sono state ritirate) alla diossina ti fa morire: muori perchè ingerisci diossina,sostanze nocive e pesticidi PER TUTTA LA VITA e non una sola volta, ma quotidianamente e non solo dal cibo. Il problema quindi è alla base, è da ricercare nello sfruttamento illimitato di risorse che invece sono limitate. Per essere allarmati basta pensare ad esempio in mezzo a quanti rifiuti tossici crescono, nella nostra Campania INfelix, le cose che mangiamo ogni giorno.

Inoltre per produrre sempre più cibo si accentuano sempre di più gli squilibri che l'uoma crea alla natura, oltre a essere incentivato lo sfruttamento del lavoro.

In tutta Europa e nel Mondo ci si preoccupa dell'ambiente e della salvaguardia del pianeta, che stà giungendo al limite delle sue risorse. In Italia la parola ambiente non è stata neanche menzionata alle ultime elezioni dai due "contendenti".

Per fortuna c'è anche uno sviluppo SOSTENIBILE: ci sono delle alternative delle quali si parla nell'ultima puntata di REPORT(pochissime sono le cose che si salvano della tv come REPORT) intitolata:IL PIATTO è SERVITO.

vuoi essere più informato sull'ambiente e in particolar modo sul cibo?


http://www.report.rai.it tra gli argomenti clicca su ALIMENTAZIONE. Se vai a vedere negli anni passati ,sempre alla voce ALIMENTAZIONE, si trovano puntate che trattano del vino, della carne, di quanto il cibo influisce sulle emissioni gas serra, degli aromi ecc. Siamo quello che mangiamo, ma cosa mangiamo?

DDL AmmazzaBlog: anche il centrosinistra teme la rete....

Nell'ottobre 2007 il consiglio dei ministri approva il ddl Levi-Prodi che verrà scoperto da un giurista, sucitando sdegno dai "naviganti" nostrani e dal Times che prende per il culo l'Italia e la sua gerontocrazia della politica.
Cade Prodi. Nonostante questo un anno dopo, un altro giurista si accorge che quel documento gira ancora a Montecitorio. Iniziano tantissime proteste on line(da facebook a beppegrillo).

L'ammazzablog equipara un blog ad un prodotto editoriale, obbligandolo a registrarsi al ROC(registro operatori di comunicazione) e quindi rendendo passibile gli autori di reati a mezzo stampa. Esclusi dall'obbligo i prodotti che non sono frutto di un'organizzazione imprenditoriale. Ma basta un banner(anche di google adsense) per essere obbligati a iscriversi.

Il problema si potrà tranquillamente risolvere registrando il propio sito non in Italia(magari con ".com").

Intanto dalla casta dei politici uno dei pochi che parla a riguardo è Di Pietro, che parla di disobbedienza civile per contrastare una legge che mina il diritto alla libertà di parola: "I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile".

Vaticano e omosessualità

Figuraccia del vaticano che non si è schierata a favore di una mozione francese che sarà proposta all'Onu. Obbiettivo quello di eliminare il REATO di omosesualità in tutto il Mondo. Infatti i gay non solo sono scherniti ingiustamente, ma in alcuni paesi sono puniti con torture, galera e pena di morte!
Forse sono molto confusi al vaticano o hanno delle paure spropositate, in quanto pensano che la Francia voglia parlare di diritti civili tra gay o alla famiglia gay, e fare pressione su alcuni stati.
Queste le dichiarazioni di qualche giorno fà di monsignore Celestino Migliore:
"L'Onu non depenalizzi l'omosessualità (...). Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi, si chiede agli Stati ed ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni'.Per esempio gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come ''matrimonio'' verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni'."
Penso che l'ignoranza e la superficialità dei vertici CATTOLICI, che non dovrebbero impuntarsi su questioni come le unioni civili che ben poco c'entrano con i diritti FONDAMENTALI dell'uomo, abbia raggiunto livelli preoccupanti


Inoltre un paio di mesi fà il vaticano aveva negato il sacerdozio ai gay. Secondo la santa sede non basta astenersi dalla genitalità, per essere a posto con il "saio". Bisogna avere anche "valutare" l'orientamento sessuale. A proposito di ciò si legge in un documento appositamente dedicato all'argomento:
"nella valutazione della possibilità di vivere, in fedeltà e gioia, il carisma del celibato, quale dono totale della propria vita ad immagine di Cristo capo e pastore della Chiesa, si tenga presente che NON BASTA ACCERTARSI DELLA CAPACITA' DI ASTENERSI DALL'ESERCIZIO DELLA GENITALITA', ma è necessario anche valutare l'orientamento sessuale, secondo le indicazioni emanate da questa congregazione".

Grecia: le proteste si "infuocano" dopo la morte del 15enne Alexis Grigoropoulos

Atene, quartiere popolare di Exarchia(un "San Lorenzo greco") e roccaforte del movimento anarchico, sabato 6 dicembre,ore 20 italiane: un gruppo di studenti e di anarchici stanno manifestando contro un intervento legislativo su scuola e università (tagli) del governo di destra, che ha ormai perso il consenso popolare soprattutto dopo recenti scandali(Grecia e Italia sono i primi due in Europa per corruzione), e dopo non essere riusciti a fronteggiare i problemi economici(Grecia è Italia sono i primi due in Europa nella classifica del debito pubblico);inoltre ha una maggioranza risicata di un solo seggio.
Atti incendiari e scontri tra anarchici e polizia sono quasi giornalieri in questo quartiere. Durante il corteo una pattuglia della polizia appena giunge sul posto viene attaccata da decine di ragazzi(secondo i polizziotti) con bastoni e molotov( i testimoni parlano di tre ragazzi tra cui Alexis. Inoltre non parlano di molotov e bastoni, ma solo di insulti).
A questo punto
Secondo la versione dell'agente di polizia, egli dopo essere stato attaccato ha reagito rincorrendo il gruppo di assalitori ed esplodendo tre colpi: due in aria e uno a terra che è rimbalzato ferendo a morte il giovane anarchico.
Invece
Secondo altri testimoni i 2 agenti dopo un primo scontro verbale hanno lasciato l'auto, rincorso i giovani e dopo alcuni scambi di insulti uno dei due ha spara ad altezza uomo.
Mentre si attendono i risultati ufficiali dell'autopsia e delle perizie balistiche il polizziotto è accusato di omicidio colposo e il suo collega di concorso in omicidio.

La morte di Alexis in una situazione di CRISI è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo la morte del giovane le proteste si sono estese in tutta la grecia per 5 giorni. Molte decine gli esercizi commerciali(perfino un hotel di lusso è stato evacuato), le banche, le automobili danneggiate e incendiate:il centro commerciale di alcune città come Atene Salonicco, Patrasso, Ioannina e Hania ha bruciato per molte ore. Attaccato un commissariato a Creta e vari scontri con le forze dell'ordine: le sassaiole e i lanci di molotov da una parte e i lacrimogeni dall'altra. Cose del genere si sono verificate anche poco dopo il funerale fuori dal cimitero, davanti al palazzo di giustizia dove si trovavano gli imputati dell'omicidio, davanti al parlamento. Sfilate di ragazzi di estrema sinistra e di studenti con professori che sfociano quasi sempre in scontri. Molti i feriti da ambedue le parti. 176 gli arresti.

ll premier Karamanlis ha promesso che il governo si accollerà le spese per riparare i danni provocati dalla rivolta(solo ad Atene si contano 200 milioni di euro). Ha dichiarato tolleranza zero sia verso i poliziotti che hanno abusato delle loro armi sia verso i manifestanti violenti. L'opposizione invece si è dichiarata favorevole alle manifestazioni pacifiche contro le "barbarie della polizia" e allo sciopero che oggi ha paralizzato pacificamente la Grecia: voli nazionali e internazionali cancellati, banche,scuole chiuse e gli ospedali si limitano ai servizi d’emergenza (sciopero indetto da due sindacati che raccolgono la metà dei lavoratori greci circa 5000000 di persone). Poi il leader socialista dell'opposizione dopo aver chiesto le elezioni anticipate al governo ha fatto un invito a terminare le violenze.

Ma la solidarietà a Alexis arriva dagli anarchici(soprattutto) e non di tutta Europa. Manifestazioni,ambasciate bloccate e qualche tafferuglio a: Londra, Edinburgh, Bristol, NewCastle, Barcellona, Berlino, Hamburg, Bremen, Bologna, Venezia, Roma e Napoli.


Lo diceva Cossiga che i ragazzini minorenni non vanno toccati: meglio dedicarsi agli universitari e ai docenti giovani.....

Non sono scene belle le città che vanno a fuoco: sono la spia luminosa che avverte che il tempo degli scandali e della mala politica deve finire.Perchè non tutti i giovani sono dormienti e molti vogliono un futuro e non si accontentano più di pensare solo a "tirare avanti". Quindi, pur condannando gli atti violenti, comprendo la rabbia che è esplosa nei giovani greci... Spero che il disagio e la rabbia giovanile non assumeranno queste forme violente: canalizziamo rabbia e disagi in creatività e costruttività.




ecco un video di alcuni scontri
http://www.ansa.it/site/notizie/videonews/30secondi/mondo/2008-12-10_110312075.html

mercoledì 3 dicembre 2008

Terrorismo

INDIA Mumbai(ex Bombay)
Il 26 novembre 2008 alle 22:30(ore locali) circa 20 terroristi arrivati via mare assaltano la stazione lanciando granate e sparando sulla folla:una strage. Continuano poi con diverse sparatorie in città e un autobomba, fino ad occupare 2 hotel di lusso(simboli economici) e a prendere molti ostaggi. I terroristi in particolare cercavano persone con passaporto britannico o statunitense.Il 29 novembre, mattina, a circa 60 ore dall'inizio degli attentati, il blitz al Taj segna la fine delle operazioni. Gli ultimi tre terroristi asserragliati vengono uccisi, l'hotel è libero. Almeno 195 persone hanno perso la vita negli attacchi, e più di 300 hanno riportato ferite.
Anche se questo episodio è stato definito l’ “11 settembre indiano”(quello degli USA nasconde ancora molti lati oscuri),non bisogna dimenticare che l’India(a differenza degli usa) è oggetto di una frequente attenzione dei terroristi fin dal 1993. Infatti è il primo paese al Mondo non in guerra con ha più attentati e vittime causati dal terrorismo.

Da sottolineare che stavolta i terroristi erano molto più organizzati, e non si sono limitati alle solite bombe: scelgono le tattiche della “guerrilla urbana” e si accaniscono su stranieri. E inoltre spuntano proprio mentre il principale sostenitore della “lotta al terrore” sta facendo le valigie per andare via dalla casa bianca.

CHI C’è DIETRO GLI ATTENTATI? Ci sono 2 piste:quella pachistana e quella dei Mujuahidden Indiani
Gli attentati vengono rivendicati inizialmente da
un gruppo islamista poco conosciuto, i Mujahideen del Deccan, tramite un messaggio di posta elettronica spedito alla stampa. Quelli dell’intelligence indiana invece vedono la mano di Alquaeda dietro i circa 20 terroristi. Secondo loro si sono mossi per la ripresa dei negoziati tra India e Pakistan per una soluzione del conflitto in Kashmir. La loro tesi è avvalorata da alcuni indizi come un terrorista pachistano che si è proclamato appartenente al gruppo Lashkar-e-Toiba (che ha smentito ogni coinvolgimento nell’attacco)alleato ad Alquaeda.
Gli esperti internazionali invece battono la pista dei “guerrieri della Jihad” indiani.Infatti ci sono stati molti scontri con i mussulmani indiani.
“Gli indiani hanno tutto l’interesse ad accusare il Pakistan e Al Qaeda, ha presentare questi attacchi come l’11 settembre indiano, ma questa in realtà è una faccenda tutta INTERNA ”, ha dichiarato Chrtistine Fair, nota studiosa di terrorismo sud-asiatico. “Gli attacchi a Mumbai non hanno nulla delle tipiche azioni del Lashkar-e-Toiba o di Al Qaeda, basate sugli attacchi suicidi, non sulla presa di ostaggi e su attacchi con fucili e bombe a mano”.
Il messaggio dei Mujahideen del Deccan (indiani) afferma la volontà di vendicare le crescenti persecuzioni contro i musulmani indiani e poi minaccia l’antiterrorismo(il cui comandante è morto durante gli attentati). Infatti nei mesi scorsi nelle periferie di Mumbai ci sono stati delle azioni violente da parte della polizia.

Christine Fair aggiunge: “I musulmani indiani si sono radicalizzati dopo i tragici eventi del 2002 in Gujarat. Il governo indiano rifiuta di riconoscere questa realtà, ma è così”.
Intanto il governo indiano a chiesto a quello pakistano di estradare 20 persone accusate di terrorismo. Il pakistan ha rifiutato e si è detto disposto a fare indagini congiunte per fare luce sugli eventi.

Si è creata una certa tensione non solo tra India e Pakistan, ma anche all’interno dell’India con i mussulmani che temono rappresaglie.
Come se non bastasse ad infuocare le polemiche e ad offuscare la vicenda
la notizia che un mese prima delle stragi di Mumbai l'intelligence statunitense aveva avvertito New Delhi di un possibile attacco "dal mare contro alberghi e centri economici della citta'". Fonti di intelligence Usa addirittura fornivano alcuni potenziali obiettivi, tra cui l'hotel Taj Mahal. Secondo la Cnn, fonti indiane hanno confermato di aver ricevuto l'allarme da Washington, avvalorato anche dall'intercettazione di una telefonata, il 18 novembre, in cui il leader del gruppo terroristico pachistano Lashkar-e-Taiba rivelava il progetto di un attacco via mare.





ITALIA Milano
2 operai egiziani, da anni residenti in Italia con famiglia sono stati arrestati dalla sezione antiterrorismo della digos di Milano. Avevano intezione di colpire obiettivi come la questura e il duomo con missione kamikaze. I due però NON avevano nessun contatto con esponenti di Alquaeda, ma ne condividevano la politica violenta e i metodi di martirio…In pratica il loro era un terrorismo fai da te. Oltre a intercettazioni ambientali nella loro associazione Onlus, anche quelle telematiche hanno fatto emergere che si informavano da internet su come costruire ordigni e propagandare le idee di Alquaeda.
I due insieme ad altri presunti aspiranti terroristi si riunivano a Macherio nella sede di un’associazione Onlus chiamata “Pace Onlus”.





USA
Una commissione chiede al futuro governo Obama di aumentare controlli su tutti quei materiali,conservati nei laboratori(come la febbre del 1918), in modo da limitare il rischio di attentati batteriologici. A spaventare non sono gruppi esterni agli USA, ma soprattutto le persone a contatto con questi materiali e agenti patogeni, che sono oramai troppo facilmente reperibili. Quindi non si vogliono fare allarmismi ma prevenire.E’ stato anche segnalato che molti gruppi terroristici sono sempre più in cerca di armi nucleari.





DUE AGGIORNAMENTI SUI FATTI DI MUMBAI(vi segnalo due articoli)

nel primo articolo si parla dell'arresto di un PRESUNTO ideatore degli attentati. Obama invita a risolvere diplomaticamente la questione, accennando anche all'afghanistan.

http://www.agenziami.it/articolo/2011/Pakistan+Arrestato+presunto+organizzatore+della+strage+di+Mumbai/

nel secondo il presidente pakistano Asif Ali Zardari si dichiara aperto ad un processo di pace con l'India e disponibile a combattere il terrorismo insieme all'India

http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=795871&canale=ORA&articolo=INDIA:%20ZARDARI,%20ANCHE%20IL%20PAKISTAN%20VITTIMA%20DELLA%20STRAGE%20DI%20MUMBAI
Ambiente.

Il sindaco di Bucciano,Domenico Matera, ha comunicato che il Comune abbraccierà l'energia fotovoltaica:"abbiamo deciso di investire nel sole per gli enormi vantaggi che se ne possono dedurre,sia in termini economici che di ambiente.Puntando sulle fonti energetiche rinnovabili salveremo il nostro pianeta."Impianti fotovoltaici saranno installati su tutti gli edifici comunali.

A Sassinoro è previsto un piano per ridurre i consumi di elettricità. Infatti si potrà ridurre del 70% la spesa elettrica seguendo alcune nuove regole. Ad esempio la sostituzione delle attuali lampade con altre più efficienti e migliori sistemi di telecontrollo e telegestione.

Nella valle telesina ad Amorosi comitati civici e poolitici dell'area si schierano contro il termovalorizzatore(inceneritore) di San Salvatore Telesino. L'assessore all'ambiente Gianluca Aceto ha dichiarato che giunta e consiglio provinciale faranno degli atti concreti contro questo progetto, in quantonon è compatibile con il piano energetico ambientale.
Non hai Internet? A Benevento e in Campania progetti per ridurre il DIGITAL DIVIDE
Digital Divide: il divario tra chi ha internet e chi non lo ha o non può permetterselo.

Il 12 Novembre presso il Teatro comunale è stato presentato il progetto SAX-P “cittadini in rete” dal Comune di Benevento e realizzato dall’assessorato alle Politiche dell’Innovazione. Prevede l’installazione di 15 centri “BN-WEB”, punti con accesso a INTERNET con postazioni anche per i portatori di handicap motori ed ipovedenti.
L’iniziativa è finanziata dall’Unione Europea e dalla Regione Campania

Inoltre anche a livello Campano ci si adopera per una riduzione del digital divide(in Italia sono circa la metà dei comuni che non ha accesso a Internet veloce,a Benevento la copertura entro la fine del 2008 raggiungerà il 61%):già ad inizio agosto la Regione Campania aveva deciso di costituire in 70 piccoli comuni (meno di 2000 abitanti) i “Centri di accesso pubblico ai servizi digitali avanzati” (Capsda). In provincia di Benevento ne sono previsti 12.

ONDA ANOMALA

Tutto iniziò con la legge 133 e il decreto gelmini. Docenti,genitori,studenti cominciano le proteste: l’anno scolastico inizia con i maestri a lutto. Poi tante saranno le iniziative(alcuni esempi qui sotto) in tutta Italia(Palermo,Napoli,Cagliari,Bari,Genova,Padova,Roma,Torino ecc.) e anche in alcune città europee(Bruxelles,Amsterdam,Londra,Barcellona e altre).


Siccome il governo con una mano taglia fondi (pagati dai CONTRIBUENTI)per servizi pubblici come istruzione,ambiente,giustizia, e con l’altra li regala alle banche(INSIEME AI POLITICI I VERI RESPONSABILI DELLA CRISI),allora viene coniato lo slogan:
NOI NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI!
Non è giusto che LA CRISI la paghino quelli che appartengono al settore dell’istruzione.
Non è giusto che LA CRISI la paghino i lavoratori,i precari, i disoccupati, i pensionati E NON POLITICI E FINANZIERI.

L’ONDA ANOMALA è un movimento spontaneo che nasce dalle “scuole in rivolta” ed è fatto soprattutto di studenti,docenti e ricercatori ma non solo: infatti questa onda deve coinvolgere tutti i settori della crisi e ha già iniziato a farlo.

L’ONDA ANOMALA è un movimento che non si limita a dire “no alla 133”, “tremonti,gelmini e brunetta siete fannulloni”,un movimento che non si limita a criticare e basta,e che non si accontenta neanche di quello che c’era prima. Infatti durante la manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma gli studenti hanno deposto (simbolicamente) l’attuale ministro dell’istruzione sostituendole il ministro “onda” ANNA ADAMOLO(anagramma di Onda Anomala) e costruito il nuovo sito del ministero dell’istruzione (www.ministeroistruzione.net). Dopo questo,tutti gli atenei in rivolta si sono riuniti e hanno smesso di delegare a terzi le decisioni che riguardano il loro futuro: migliaia di studenti in 2 giorni(15 e 16 Novembre) alla Sapienza hanno iniziato un processo di AUTORGANIZZAZIONE dal basso: l’AUTORIFORMA. Infatti ci sono state 3 assemblee in cui si è discusso di (1)didattica, (2)welfare e diritto allo studio e (3)lavoro e formazione. Sono stati stilati 3 documenti dove oltre alle prime proposte da attuare ci sono anche le linee guida da seguire e i problemi da risolvere per avere la prospettiva di un futuro migliore.Il processo è ancora aperto,anzi è appena iniziato!


L’ONDA ANOMALA quindi non è solo critica, ma è soprattutto AUTORGANIZZAZIONE e voglia di cambiare,contrapposta ai governi di destra e sinistra che invece perpetuano i loro interessi di “casta”, e che vuole UNIRSI a tutti quelli che pagano la crisi e sono stanchi di questo.

L’Onda Anomala è una generazione di giovani(e anche meno giovani) che si è svegliata dal letargo televisivo dei reality,dei falsi telegiornali, che vuole riprendersi il suo futuro e risvegliare LE COSCIENZE. Che vuole PARTECIPARE ATTIVAMENTE alle decisioni che riguardano il suo avvenire e non essere spettatore passivo di una crisi economica,culturale e globale.

Anche a Benevento è arrivata l’onda. Sicuramente è piccola…Magari più una “pioggerella”,ma lo sappiamo che si inizia poche gocce per volta
Oltre ai vari cortei,assemblee e lezioni in piazza,oltre a portare le discussioni anche la sera(non solo nelle assemblee) quando si esce, su problemi e temi come quello della crisi
,con questo blog siamo riusciti a unire non solo studenti ma anche lavoratori e disoccupati con un progetto comune:
- autorganizzarci e realizzare direttamente noi giovani l’informazione la cui qualità e libertà in Italia negli ultimi anni è migliorata(pur rimanendo molto indietro alla media europea) proprio grazie alla rete e ai BLOG!(vedi classifiche di Reporter senza frontiere)
-cominciare a parlare dei problemi e delle tematiche che ci riguardano più da vicino,che non sono quelle trattate in tv (vedi Maria De Filippi e simili)
-parlare della nostra realtà cittadina, in primis delle iniziative dell’Onda Sannita
-far capire alla gente che noi dell’ONDA non siamo una massa acritica e politicizzata, simile a chi ci governa. Far capire che abbiamo tante idee e voglia di fare: non siamo noi i “fannulloni”

venerdì 28 novembre 2008

Chi siamo?

Non siamo una banda di sconclusionati o sovversivi, ma un gruppo di giovani (lavoratori, disoccupati e studenti) dell'onda beneventana.

Come nasce questo blog?

...spontaneamente!

Solitamente tra i giovani ci si confronta soprattutto su temi superficiali e puttanate varie, come pretesto per socializzare, mentre ultimamente si affronta sempre più spesso il problema CRISI, non solo dal punto di vista universitario e scolastico, ma anche economico e sociale.

Cosa vogliamo fare?

Stanchi dei mass media e dei mezzi di DISinformazione(visto che confondono volutamente le idee), abbiamo deciso di realizzare questo blog al fine di creare noi l' informazione;

presa sul campo da noi personalmente con riprese, interviste "dei" e "per" i diretti interessati, e anche sfruttando le tantissime opportunità che ci offre la rete.

Ci auguriamo di ritrovarci a breve in molti per autorganizzarci e autoincentivarci.